Artroscopia di Ginocchio

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L’artroscopia di ginocchio è un intervento chirurgico mini-invasivo che permette di eseguire sia una diagnosi accurata sia una serie di procedure mirate a risolvere problematiche meniscali, cartilaginee, sinoviale e legamentose (legamento crociato anteriore e posteriore).

Consiste nell’introdurre all’interno del ginocchio, attraverso una piccola incisione, uno strumento ottico collegato a una telecamera che trasmette le immagini a un monitor visionato dal chirurgo.

Attraverso un’altra incisione cutanea vengono introdotti gli strumenti operatori che serviranno alla diagnosi e al trattamento delle lesioni riscontrate nella fase diagnostica.

Il paziente viene generalmente operato in anestesia locale o spinale; può essere utilizzato il laccio pneumo-ischemico alla radice dell’arto per lavorare in ischemia.

Il malato viene posizionato su un letto e con apposito reggigamba il ginocchio viene flesso a 90°; dopo accurata disinfezione della cute e posizionamento di teli sterili, si procede all’incisione cutanea generalmente antero-laterale; attraverso questa incisione viene introdotta una camicia metallica che contiene uno strumento ottico a sua volta collegato a una telecamera che trasmette le immagini su monitor a colori posizionato a lato del letto chirurgico.

Per meglio visionare l’interno del ginocchio, attraverso la camicia metallica viene introdotta soluzione fisiologica al fine di distinguere la cavità articolare e consentire una migliore visione.

Mediante manovre specifiche viene visualizzato l’interno del ginocchio spostando l’ottica; in questo modo è possibile visualizzare le strutture del ginocchio (menischi, pliche, legamenti).

Sfruttando un’altra incisione cutanea antero-mediale, si introducono gli strumenti costituiti da uncini palpatori, pinze da presa e strumenti motorizzati.

Al termine dell’intervento vengono suturate le ferite chirurgiche e viene bendato l’arto; la dimissione dal reparto può avvenire in serata o al più tardi nella giornata successiva. Il carico parziale con 2 bastoni canadesi sull’arto operato è nell’immediato post-operatorio.

Le fasi successive dipendono dalla procedura eseguita ma solitamente per le problematiche più frequenti il recupero completo è compreso fra i 15 ed i 30 giorni dall’intervento stesso.

LESIONE MENISCALE

Le lesioni meniscali del corno posteriore del menisco mediale sono le lesioni che si riscontrano con maggior prevalenza.

L'importanza del menisco per una corretta funzione articolare è ben conosciuto, specialmente nei pazienti più giovani, atleticamente attivi o coinvolti in attività occupazionali molto affaticanti.

La fibrocartilagine meniscale provvede infatti a svolgere numerosi compiti all'interno dell'articolazione del ginocchio quali trasmissione del carico, assorbimento degli urti, stabilità e lubrificazione della superficie articolare.

Una mancanza significativa nella sua funzione porta ad instabilità, dolore, gonfiore, diminuzione dello spazio articolare tibio-femorale e conseguente degenerazione osteocondrale.

Il trattamento delle lesioni meniscali si è evoluto negli ultimi trent'anni, passando dalla meniscectomia aperta alle tecniche artroscopiche di preservazione meniscale.

La meniscectomia totale, la meniscectomia parziale, la sutura meniscale, la conservazione meniscale con regolarizzazione dei margini e la sostituzione protesica del menisco costituiscono le varie opzioni terapeutiche disponibili ad oggi, a seconda delle condizioni anatomo-cliniche riscontrate, tenendo sempre presente che l'obiettivo ideale è quello di riuscire ad ottenere un’anatomia il quanto più possibile conservata. Proprio per questo motivo, il trend corrente da parte della maggior parte dei chirurghi ortopedici è quello di riparare o conservare quante più lesioni meniscali possibili, al fine di mantenere la massima superficie del menisco, soprattutto nel caso in cui ci si trovi di fronte a pazienti giovani.

L'effetto della meniscectomia parziale e totale sulla degenerazione osteocondrale è ormai ben nota ed è stata documentata da numerosi studi effettuati sia su animali che sull’uomo.

Altri studi analizzati hanno dimostrato un incremento dell'incidenza di degenerazioni osteocondrali a livello del ginocchio trattato con meniscectomia, focalizzando selettivamente l'attenzione sul menisco mediale e seguendone l'evoluzione post-chirurgica dopo meniscectomia totale.

Consensualmente i risultati clinici a lungo termine dopo meniscectomia totale riportati si sono rivelati inaccettabili con basso outcome a lungo termine per il paziente. Esiste un vantaggio teorico di suturare le lesioni meniscali circonferenziali periferiche derivante dal fatto che la perdita dell'ancoraggio del menisco alla capsula