Disturbo post – Traumatico da stress (DPTS)

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Trauma :  dal greco τραμα, significa “ferita, “rottura” . E’ stato utilizzato originariamente  dalle discipline medico-chirurgiche, dal XVIII sec. il termine è stato usato in psichiatria e psicologia clinica per indicare l’effetto soverchiante di uno stimolo sulle capacità dell’individuo di farvi fronte.

Che cos’è il Disturbo Post Traumatico da Stress?

Il Disturbo Post Traumatico da Stress è una condizione psicopatologica classificata nel Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali (DSM-5; APA,2013) all’interno dei Disturbi correlati a eventi traumatici e stressanti. Si tratta di un disturbo che si può sviluppare in persone che hanno subito o hanno assistito ad un evento traumatico, catastrofico o violento, oppure che sono venute a conoscenza di un’esperienza traumatica accaduta a una persona cara. Si tratta di esperienze di vita che possono capitare a chiunque e vissute come al di fuori del nostro controllo.

Recenti ricerche hanno dimostrato che un’esperienza traumatica è relativamente comune nella popolazione generale: i valori oscillano fra il 50-70% per le donne e il 60 % per gli uomini  Tra queste è possibile includere eventi come gli incidenti stradali, in cui si percepisce di vivere un’esperienza soverchiante e spaventosa.

Tuttavia, è necessario sottolineare che, non tutte le persone in seguito ad esperienze di questo tipo, sviluppano ciò che stiamo descrivendo come Disturbo Post Traumatico da Stress.

Infatti, per porre diagnosi di DPTS, è necessario che, in seguito all’esposizione ad un evento traumatico, il “normale” shock iniziale si prolunghi per più di 1 mese e che interferisca significativamente con la vita della persona.

In tal caso è possibile porre diagnosi di Disturbo Post Traumatico da Stress.

 

 

Sintomatologia del PTSD

In seguito all’esposizione al trauma la sintomatologia che si sviluppa più comunemente include:

  • Sintomi intrusivi associati all’evento che si presentano come ricorrenti e involontari: ricordi, sogni e flashback in cui la persona sente o agisce come se l’evento si stesse ripresentando.
  • Sintomi di evitamento: evitare situazioni esterne che ricordano o sono in qualche modo associate all’evento traumatico e/o evitare anche l’esperienza interna più o meno consapevolmente sopprimendo ricordi spiacevoli o emozioni intense e negative. La strategia dell’evitamento può essere funzionale nel breve termine, ma alla lunga ostacola l’elaborazione delle esperienze traumatiche.
  • Sintomi di alterazioni negativa dei pensieri e delle emozioni: è possibile che in seguito al trauma la persona inizia a sviluppare credenze negative su di sé  e sul mondo esterno. È possibile il riscontrarsi di alterazioni nella sfera cognitiva come amnesie e la sperimentazione di emozioni negative quali vergogna, rabbia e paura fine a giungere ad un possibile distacco dal mondo emotivo.
  • Sintomi di iperattivazione (arousal): La persona sviluppa una sorta di ipersensibilità ai potenziali segnali di pericolo, che la porta a essere costantemente in allerta, a rispondere in maniera esplosiva e rabbiosa anche in assenza di provocazione e a vivere in uno stato di ipervigilanza e tensione che va a interferire con la capacità di calmarsi o di addormentarsi.

Trattamento del DPTS

Attualmente, gli interventi psicologici più efficaci per il trattamento del PTSD sono la Terapia Cognitivo Comportamentale focalizzata sul trauma (TF-CBT) e l’Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR). Questi due approcci evidence-based sono attualmente raccomandati nelle linee guida internazionali sul trattamento delle condizioni correlate allo stress (WHO, 2013).

Attraverso la Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC) centrata sul trauma, si lavora per aiutare la persona a identificare e modificare i pattern distorti di pensiero riguardanti se stessi, l’evento traumatico e il mondo. Inoltre, l’obiettivo è quello di insegnare a gestire l’ansia e le emozioni negative, allo scopo di ridurre i sintomi persistenti di iperattivazione.

L’approccio EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing, in italiano Desensibilizzazione e rielaborazione mediante movimenti oculari) si focalizza sul ricordo delle esperienze disturbanti traumatiche, particolarmente stressanti dal punto di vista emotivo, che possano aver contribuito al disturbo e che portano le persone a richiedere aiuto.

L’EMDR, utilizzando la tecnica della stimolazione bilaterale dei movimenti oculari,  va a lavorare sul ricordo di questi eventi, in modo da rielaborarli e riorganizzarli nella memoria, per far sì che queste esperienze perdano l’intensa componente emotiva associata.