Magnetoterapia

Home / Servizi / Magnetoterapia

La Magnetoterapia è una terapia strumentale alternativa che utilizza campi magnetici di vario genere a scopo terapeutico.

Va fatta una premessa importante: capire “cosa” e “come” agisce tale terapia.

Un campo magnetico è una regione dello spazio dove agiscono delle particolari forze, in questo caso generate da un magnete,

da una corrente elettrica e da un campo magnetico che varia nel tempo.

Sul piano terapeutico utilizzeremo campi magnetici a bassa intensità (compresi tra i 300 e 700 Gauss).

Questo campo magnetico agirà sul metabolismo cellulare (in particolare sull’apparato scheletrico) aiutando a ristabilire la normale funzione biologica.

In particolare la magnetoterapia regolarizza l’equilibrio chimico cellulare ripristinando la corretta permeabilità della membrana cellulare stessa.

Ovviamente per utilizzare al meglio la terapia è necessario generare il campo in modo opportuno, facendo in modo che la sua azione sia veramente riparatrice.

Pertanto va considerato in maniera elettiva, nei pazienti che presentano un alterato metabolismo dell’osso, come ad esempio l’osteoporosi, e nelle fratture che tendono per le caratteristiche dell’osso, a non consolidare. La frattura dello scafoide è una di queste.

I ritardi di consolidazione e le pseudoartrosi si possono verificare quando vi è distanziamento tra i capi della frattura o un mal allineamento degli stessi. Anche in questo caso la magnetoterapia risulta indicata.

Un’altra patologia che può trarre vantaggio dalla magnetoterapia è l’osteocondrosi. In questa patologia assistiamo ad una serie di alterazioni degenerativo-necrotiche che possono colpire diversi distretti ossei.

Siccome queste patologie sono prodotte da un deficit di apporto di sangue all’osso è ragionevole trattarle con i campi magnetici a doppia semionda per i loro effetti rivascolarizzanti.

Nell’osteoporosi il trattamento con magnetoterapia può essere coadiuvante alla terapia farmacologica.

La magnetoterapia è controindicata per i portatori di stimolatori cardiaci pacemaker e apparecchiature elettroniche in quanto potrebbe

interferire con esse e sarebbe controindicata in presenza di patologie neoplastiche, in quanto ne accelererebbe lo sviluppo, potrebbe avere effetti

di vasodilatazione e viene sconsigliata in caso di insufficienza coronarica,disturbi ematologici o vascolari, alterazioni funzionali organiche,psicopatologie, epilessia,

alcune malattie infettive, micosi, iperfunzione tiroidea, sindromi endocrine, tubercolosi e gravidanza.